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mercoledì 16 giugno 2010

Libertà, questa sconosciuta.


Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60. Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della"Casta" In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog. Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta ! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una/media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset. Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione internet e tutto il istema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa! Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Fate girare questa notizia il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema dialettico.

sabato 30 gennaio 2010

Pericle, Discorso agli ateniesi, 461 a.C.


Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

mercoledì 13 gennaio 2010

UN APPROCCIO POLITICO ALLA "QUESTIONE ANIMALE".


Partito dei Comunisti Italiani e Partito della Rifondazione Comunista promuovono un ciclo di lezioni contro ogni forma di sfruttamento:

COMPAGNI ANIMALI!
UN APPROCCIO POLITICO ALLA "QUESTIONE ANIMALE".

Programma

Lunedì 18 gennaio 2010
Introduzione: definizione e concetti
Massimo Filippi

Lunedì 25 gennaio 2010
Filosofia morale e "questione animale"
Sandro Zucchi e Filippo Trasatti

Mercoledì 3 febbraio 2010
Il marxismo, la Scuola di Francoforte e gli
animali
Marco Maurizi

Lunedì 8 febbraio 2010
Visione di filmati
Aldo Sottofattori

Le lezioni avranno inizio alle ore 21:00.
Luogo degli incontri:
MONZA - VIA BORGAZZI, 9 (INGRESSO da VIA ORSINI), presso PRC di MONZA e BRIANZA.

MASSIMO FILIPPI è neuroscienziato. Da anni, si occupa della "questione animale" da un punto di vista filosofico e politico. Ha curato l'edizione italiana dei seguenti volumi: Charles Patterson, Un'eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l'Olocausto, Editori Riuniti, 2003, Chris De Rose, A muso duro. Da attore ad attivista per i diritti animali, Edizioni Cosmopolis, 2003 (in collaborazione con A. Galbiati), Tom Regan, Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali, Sonda, 2005 (in collaborazione con A. Galbiati), Jim Mason, Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell'umanità, Sonda 2007 e Ralph R. Acampora, Fenomenologia della compassione. Etica animale e filosofia del corpo, Sonda 2008 (in collaborazione con M. Maurizi). È redattore della rivista «Liberazioni» e collabora con le riviste «Lo Straniero», «école», e «Amnesia vivace» (online) e con il quotidiano «Liberazione». Per i tipi di Mimesis, sta curando con Filippo Trasatti un'antologia di scritti su filosofia continentale e animali dal titolo Nell'albergo di Adamo e per i tipi Ombre corte ha in corso di pubblicazione il saggio intitolato Ai confini dell'umano. Gli animali e la morte.

FILIPPO TRASATTI insegna Filosofia in un liceo milanese. Si occupa di pedagogia libertaria e di formazione nella didattica della filosofia. È stato redattore della rivista “Volontà” ed è attualmente redattore per la sezione pedagogia della rivista “école”, oltre a collaborare da anni con il mensile “A rivista anarchica”. È autore di Lessico minimo di pedagogia libertaria e di Contro natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitiche, entrambi pubblicati da elèuthera (2004 e 2008). Per i tipi di Mimesis, sta curando con Massimo Filippi un'antologia di scritti su filosofia continentale e animali dal titolo Nell'albergo di Adamo.

MARCO MAURIZI, laureato in Filosofia presso l’Università di Roma «Tor Vergata» dove ha anche conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia. Come assegnista di ricerca presso l’Università di Bergamo, ha lavorato a un progetto di antropologia negativa e di epistemologia delle scienze sociali. Ha pubblicato Adorno e il tempo del non identico, Jaca Book, 2004, La nostalgia dell’assolutamente non-altro, Rubettino, 2008 e diversi articoli di critica della cultura. Come traduttore ha curato l’edizione italiana di un inedito di G. Lukàcs, Coscienza di
classe e storia. Codismo e dialettica, Alegre, 2007 e, in collaborazione con Massimo Filippi, Ralph R. Acampora, Fenomenologia della compassione. Etica animale e filosofia del corpo, Sonda 2008. È co-fondatore e redattore delle riviste «Liberazioni» (www. Liberazioni.org) e «Amnesia vivace (online –
www.amnesiavivace.it ).

ALDO SOTTOFATTORI, Laureato in Sociologia e in Scienze Politiche. Attivista comunista a partire dal 1970, ha ricoperto ruoli direttivi nelle sezioni di Ivrea e dell'Olivetti fino al 1980. Impegnato in organismi del sindacato (FIOM negli anni '70), rimane nel partito fino all'anno della svolta (1989). Sensibilizzatosi alla "questione animale", nel 1999, fonda un gruppo di iniziativa animalista (Rinascita Animalista). Istituisce con altri compagni di matrice marxista la rivista telematica antispecista "Liberazioni" allo scopo di studiare e approfondire il legame stretto tra le varie forme di dominio esercitate storicamente sui gruppi subalterni e gli altri animali. E' autore di diversi saggi su politica, prassi sociale e "questione animale".

SANDRO ZUCCHI è professore ordinario di Semiotica presso l’Università Statale di Milano. Coordina il Seminario su “Etica e animalismo” della stessa università.

domenica 29 novembre 2009

Biagio Cepollaro, “Nel fuoco della scrittura” in mostra a Milano (da Nazione Indiana)


Inaugurazione 1 Dicembre 2009 alle 18,30
ARCHI GALLERY OFFICINA DEGLI EVENTI
via Friuli,15, 20135 Milano. Tel 02-70601901

Dopo Roma (La Camera verde, 2008), Napoli (Ilfilodi partenope, 2009), Piacenza (Laboratorio delle Arti, 2009) giunge a Milano la mostra di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura, il cui libro omonimo è stato pubblicato da La Camera verde. Si tratta di una quindicina di tavole dipinte di medie e grandi dimensioni, e di una decina di pezzi tra carte e stampe digitali su tela con interventi successivi.

C’è la scrittura, ci sono le ‘cose scritte’ e c’è l’atto dello scrivere, il movimento del braccio e della mano nella percezione del contatto con il supporto.
www.cepollaro.splinder.com

“E c’è un atto dello scrivere che è un vero e proprio atto sacrificale in cui la parola appena scritta è sin dall’inizio solo una traccia e uno strato della nuova (che magari è la stessa) parola scritta e così, tendenzialmente, all’infinito.
L’atto dello scrivere a questo punto è un fare strato su strato che non è cancellazione ma sedimentazione della traccia. Tale sedimentazione è già immagine e visione: quando ciò che conta non è la sua funzione informativa né quella espressiva ma il fisico esserci, il segno di un’invocazione ripetuta, di un’apertura del cuore, di una speranza.

Quando questo fisico esserci è già struttura compositiva, è già senso al di là del significato.
E’ la danza della parola che come per la danza dei dervisci gira in tondo: non è più importante il corpo che si muove, la figura della danza, ma ciò che di questo movimento resta, la scia di un abbandono estatico. E c’è in questo tipo di danza un‘intenzione cosmologica e cosmogonica, il danzatore, ad esempio, mima il moto dei pianeti muovendosi in senso antiorario sul proprio asse.

Anche l’atto dello scrivere può avere la stessa intenzione quando riporta sul piano l’organizzazione di un suono. Millenni testimoniano questa possibilità. Scrivere dimenticando per poter ancora scrivere, come si ara un terreno, nell’estenuazione dell’andare e del venire, del sorgere e del tramontare.”

Biagio Cepollaro, da Nel fuoco della scrittura.

Per la critica sul lavoro pittorico di Cepollaro rimando all’e-book www.cepollaro.it/Recensioni.pdf

giovedì 26 novembre 2009

Sono tutti democratici. di O.O

Che cosa sarà mai la dittatura? Mah, potremmo dire da italiani che il fascismo era una dittatura ma ormai abbiamo una stupenda democrazia. Certo! Ah si, e dove? Atto primo: censura televisiva. Atto secondo: censura culturale. Atto terzo: essere governati da imbecilli. Atto quarto: abbassare il livello culturale per vincere ancora. Di cosa sto parlando? Della dittatura, direte voi! Bravi, vi dico io. La democrazia è cosa diversa. Atto primo: guzzanti silurata, direzione tg3 cambiata, santoro processato, Fede glorificato, il premier telefona alla rai e colonizza la trasmissione. Atto secondo: Bondi che scrive poesie per la madre del capo alla cultura, buttiglione parla come filosofo, crocifissi intoccabili, pillola abortiva bloccata, chiesa comandante in casa nostra. Atto terzo: La Russa dice idiota ad Odifreddi, Brunetta dice che vinceva il nobel, a varallo escludono la libertà di Culto, la Lega partito di analfabeti al potere, il premier è un puttaniere delinquente. Atto quarto: libri non comprati, tutti a vedere de sica a natale, nessun laureato in matematica , tutti cattolici senza aver letto il vangelo, la domenica scellta booleana: o allo stadio o a messa, qualcuno va a tutte e due. Di cosa parlo? Dell'Italia: "L'Italia è il paese che amo"(Berlusconi 1994) e dunque ha deciso di pisciarci sopra quel nano arrapato del cazzo. Siamo tutti democratici ma viviamo in una dittatura di fatto gretta e sporca dove io potrei rischiare la querela per aver detto la verità. La legge è uguale per tutti. Davvero? Non si direbbe. Berlusconi è uno dei maggiori delinquenti che la storia vanti e governa uno stato che ormai è in pasto alla stampa estera, siamo nella merda e il popolo quello che gira in ferrari e quello che fa la fame è contento di nuotare a stile tanto che la puzza "gli pare profumo". Due strade si pongono tra lo spirito nobile e la libertà: la fuga o il suicidio. Io conosco qualcuno che ha scelto la terza, l'alienazione, sembrare idiota per vivere senza che qualcuno ti veda extraterrestre ma cercare di agire con virtù nel proprio campo azionale sperando con ansia nel conflitto nucleare, quando l'uomo scomparirà la terra si salverà e piante e animali potranno nuovamente godere dello spirito della natura.

O. O.